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Sondaggio on line sui suicidi degli operatori di polizia
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Esiste un fenomeno preoccupante di suicidi tra i poliziotti
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Il suicidio di un appartenente alle forze di polizia colpisce sempre l’opinione pubblica, ed ogni volta i mass media si interrogano successivamente sulla necessità di verificare meglio lo stato psicologico degli operatori di polizia e la loro capacità di gestire l’arma d’ordinanza, sia al momento dell’assunzione ma soprattutto durante tutta la carriera professionale.
I dati non ufficiali relativi al numero degli operatori di polizia che decidono di suicidarsi sono allarmanti: 74 suicidi tra i militari della Guardia di Finanza in dieci anni, 132 casi dal 1995 al 2008 nella Polizia di Stato e numerosi casi sono segnalati nella Polizia Penitenziaria.
Riguardo agli operatori di Polizia Locale, non essendo strutturati in modo unitario sul territorio nazionale, non ci sono dati disponibili, anche se le informazioni che ci giungono fanno pensare ad un allineamento con i colleghi delle forze di polizia nazionali.
La domanda che ci dobbiamo porre è la seguente: esiste un fenomeno (tipico) del suicidio dei poliziotti oppure questi fatti restano all’interno della media dei suicidi della popolazione in generale?
In Italia, a differenza di molti altri paesi occidentali, il suicidio dei poliziotti non è stato ancora studiato a sufficienza, le Università non riescono a fare ricerca su questo tema all’interno delle varie organizzazioni di polizia che spesso non sentono il problema come proprio rimandandolo a motivazioni esclusivamente personali, scontando così un gap culturale con gli altri paesi europei.
I dati relativi ai suicidi ed ai tentati suicidi in Italia sono estrapolabili da due fonti: l’Annuario Statistico Italiano che raccoglie dati dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri e l’Annuario delle Statistiche Sanitarie, stilato dai Comuni, sulla base e tramite la raccolta dei certificati di morte, queste due statistiche però sono tra loro discordanti.
Un’altra grave lacuna statistica per quantificare il fenomeno dei suicidi tra gli appartenenti ai corpi di polizia è relativa alla classificazione ufficiale ISTAT, che raccoglie solamente i dati relativi al genere, alle fasce d’età, allo stato civile, al titolo di studio, al mezzo di esecuzione ed ai cosiddetti moventi (motivi affettivi, motivi d’onore, motivi economici, motivi ignoti o non indicati).
Riguardo ai dati relativi alla professione svolta, questi sono alquanto generici, essendo indicati solo la condizione lavorativa, il settore di attività (agricoltura, industria, alte attività) e la posizione (imprenditore o libero professionista, lavoratore in proprio, dirigente o impiegato, operaio o coadiuvatore).
Proprio questi ultimi dati sono pressoché inutili per comprendere il fenomeno del suicidio tra gli
appartenenti alle forze dell’ordine; tentiamo quindi con i pochi dati che abbiamo di fornire una possibile risposta alla domanda che ci siamo posti in precedenza.
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Suicidi in Guardia di Finanza |
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Articolo tratto da www.forzedipolizia.org.
Guardia di Finanza e Università studiano i fattori che inducono al suicidio
Sono 74 i militari della Guardia di Finanza che negli ultimi dieci anni hanno deciso di porre fine alla propria esistenza mediante il suicidio.
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sab 06/12/2010 @ 02.00 |
| Autore |
forzedipolizia.org |
| EMail |
admin@127.0.0.1 |
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VOTO: DOWNLOAD
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IL SUICIDIO NELLE FORZE DI POLIZIA |
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Leggere la notizia che una persona si è tolta la vita ci colpisce sempre, ci ricorda la presenza inquietante della morte e ci dice che, per quanto temuta, la morte può essere scelta. Ogni suicidio è l’esito di un conflitto psicologico interno alla persona fra le leggi del mondo, gli obblighi, i doveri, le frustrazioni e le leggi interiori, i desideri, gli obiettivi e le aspettative: conflitto che non ha trovato un equilibrio, un compromesso. Ogni suicidio è una sconfitta per l’attuale senso “tecnologico” del progresso, per l’onnipotenza che ci induce a supporre: si può ottenere tutto, sapere tutto, collegarci con tutti, che senso ha uccidersi?
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VOTO: DOWNLOAD
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Suicide Among New York City Police Officers, 1977–1996 |
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Objective: The authors assessed the suicide rates of New York City police officers during a recent period.
Method: The authors reviewed death certificates of active New York City police officers who died from 1977 through 1996 (N=668); age-, gender-, and racespecific suicide rates among New York City police officers and the city’s residents were determined.
Results: The police suicide rate was 14.9 per 100,000 person-years, compared with a demographically adjusted suicide rate of New York City residents of 18.3 per 100,000 person-years. Suicide rates among male police officers were comparable to their reference population. Female police officers had a higher risk of suicide than female residents of New York, but the number of suicides of female police officers was small.
Conclusions: The rate of suicide among New York City police officers is equal to, or even lower than, the suicide rate of the city’s resident population.
Obiettivo della ricerca.
Gli autori hanno valutato i tassi di suicidio degli ufficiali di polizia City durante il periodo 1977 – 1996.
Il metodo utilizzato dagli autori, è stato quello di analizzare tutti i certificati di morte degli ufficiali di polizia di New York City ancora in servizio, che sono morti dal 1977 al 1996 (N=668); da questi sono stati individuati i suicidi e di questi sono stati estrapolati i dati relativi all’età ed al genere.
I dati relativi ai tassi di suicidio di polizia della città sono stati confrontati con i tassi di suicidio dei cittadini residenti della città New York.
I risultati della ricerca hanno evidenziato che il tasso di suicidi degli ufficiali della polizia di New York era di 14.9 suicidi ogni 100.000 persone-l’anno, questo è stato confrontato con il tasso registrato di suicidi dei residenti di New York City, che è pari a 18.3 suicidi ogni 100.000 persone-l’anno.
I tassi di suicidio fra gli ufficiali di polizia maschi è paragonabile a quello della popolazione di riferimento, mentre gli ufficiali di polizia donne hanno registrato un elevato rischio di suicidio rispetto ai residenti femmine di New York, anche se è da tenere presente che il numero di suicidi degli ufficiali di polizia donne è molto basso.
Conclusioni della ricerca: Il tasso dei suicidi fra gli ufficiali di polizia di New York City è uguale a, o persino più basso, del tasso di suicidi della popolazione residente della città.
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| Data |
sab 06/12/2010 @ 01.45 |
| Autore |
Administrator Account |
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admin@127.0.0.1 |
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VOTO: DOWNLOAD
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Police Officer Suicide: Frequency and officer profiles |
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Police Officer Suicide: Frequency and officer profiles
By Michael G. Aamodt & Nicole A. Stalnaker
Radford University
Law enforcement suicide rates were computed and compared to suicide rates in the general population. The best estimate of suicide in the law enforcement profession is 18.1 per 100,000. This figure is 52% greater than that of the general population but 26% lower than that of the appropriate comparison group (white males between the ages of 25 and 55). Thus, the notion that suicide rates are abnormally high in law enforcement was not supported by the data.
I tassi di suicidio nei poliziotti sono stati messi a confronto con i tassi di suicidio nella popolazione in genere. La valutazione migliore del suicidio nella professione di poliziotti è 18.1 per 100.000. Questa cifra è del 52% più grande di quella della popolazione in genere, ma 26% più bassa di quella del gruppo di confronto (maschi bianchi fra le età di 25 e di 55 anni).
Quindi, la nozione che i tassi di suicidio sono anormalmente alti nei poliziotti non è stata sostenuta dai dati della ricerca.
I dati dai Centri per Controllo delle Malattie (CDC) indicano che gli Americani commettono il suicidio ad un tasso di circa 12 per 100.000 residenti (Fields & Jones, 1999). Questo tasso rende il suicidio la nona causa principale della morte negli Stati Uniti.
Lo scopo della nostra ricerca è esaminare i tassi di suicidio nell'poliziotti per determinare se gli ufficiali di polizia hanno più alti tassi di suicidio rispetto alla popolazione in genere e se esiste un profilo comune degli ufficiali di polizia che commettono il suicidio.
I dati in questa ricerca suggeriscono che, anche se il tasso di suicidio di 18.1 per il personale di poliziotti è superiore al 11.4 nella popolazione in genere, non è superiore rispetto ai tassi previsti per la popolazione della stessa età e del genere simili ai poliziotti.
Così tutta la differenza maggiore percepita fra i tassi di suicidio dei poliziotti ed i tassi nella popolazione in genere può essere spiegata dalla percezione errata, a volte datya anche dai media.
(media percepiscono 22 suicidi di poliziotti ogni 100.000 ab. Contro il dato reale di 18.1 ogni 100.000).
Ciò è un punto importante perché suggerisce che la speculazione circa tali fattori come lo stress del lavoro e la disponibilità delle armi, non sono fattori che possono essere esclusivamente associati con il suicidio di poliziotti.
Anche se il suicidio dei poliziotti è un fenomeno grave, stanziare le risorse di salute mentale al personale di polizia a scapito di altre professioni non sembra giustificato.
Ancora, le ragioni per cui gli ufficiali commettono il suicidio sono simili a quelle della popolazione in genere con l'eccezione possibile dei problemi legali.
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VOTO: DOWNLOAD
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Sondaggio suicidio
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IL SUICIDIO DEI POLIZIOTTI
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SONDAGGIO
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In Italia non esistono ricerche in questo ambito, forse sono ancora molto forti i tabù culturali che ostacolano l’analisi del problema, tanto che ancora oggi è difficile quantificare il numero dei suicidi e dei tentati suicidi tra gli appartenenti alle forze di polizia e compararne i dati con la popolazione di riferimento.
Sono invece numerose le ricerche internazionali, per lo più anglosassoni, sul fenomeno dei suicidi dei poliziotti, che hanno dimostrato in alcuni casi una correlazione con lo stress lavorativo.
A solo titolo di esempio sono da citare la meta analisi di Loo R. ed altri (2003) che ha comparato numerose ricerche effettuate in 30 diversi paesi Americani ed Europei tra i quali gli Stati Uniti, il Canada, la Germania e la Gran Bretagna, ed è emerso che esistono tassi differenti di suicidio tra forze di polizia federali, regionali, nazionali e municipali.
Da uno studio famoso che ha interessato la polizia di New York, svolto da P. M. Marzuk ed altri effettuato nel periodo di riferimento 1977 – 1996, è emerso che i tassi di suicidio dei poliziotti sono uguali se non più bassi rispetto alla popolazione di riferimento della città di New York.
Così come uno studio effettuato da John M. Violanti (1996) non ha rivelato tassi di suicidio maggiori tra gli appartenenti delle forze di polizia. Un altro studio del 1999, (Michael G. Aamodt e Nicole A. Stalnaker della Radford University), ha evidenziato che i media hanno una percezione maggiore del fenomeno dei suicidi in polizia, stimando 22 suicidi di poliziotti ogni 100.000 agenti rispetto al dato effettivo emerso, cioè 18,1 ogni 100.000 agenti.
E’ da tenere presente che se andiamo a diversificare gli elementi epidemiologici del suicidio nei diversi Stati, emerge ad esempio che la Scandinavia ha un tasso di suicidi di 25 casi per 100.000 persone, mentre l’Italia si attesta a 9 suicidi ogni 100.000 persone.
Proprio per questo motivo il fenomeno dei suicidi tra gli appartenenti alle forze dell’ordine italiani è da considerarsi degno di attenzione.
In Italia
Uno dei lavori ad oggi interessanti è quello svolto dal dottor Carlo Mamo, del servizio Epidemiologia ASL 5 Piemonte2, il quale in una tabella che prende in considerazione il periodo 1981 – 2001, dove vengono individuati i rischi di mortalità per le varie cause di decesso tra cui i suicidi specifici per la categoria professionale degli operatori di Polizia Municipale, dello Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza (senza però poter distinguere tra le varie categorie), individua il fattore RR (rischio relativo di mortalità) in 0,713. Gli RR maggiori di 1 indicano un eccesso di mortalità per quella causa rispetto ad altre professioni.
Il dato 0,71, secondo il dott. Mamo, deve essere considerato come un’indicazione di minore mortalità da suicidio rispetto alle altre professioni, ma ci avvisa che dati il numero minimo di soggetti indagati la stima non può essere considerata precisa (limite di confidenza).
Nonostante quindi questa interessante tabella, non possiamo sostenere se la professione dell’operatore di polizia sia una professione soggetta maggiormente al rischio suicidio rispetto alle altre professioni.
Altro lavoro molto interessante sul fenomeno dei suicidi con le armi da fuoco legali, è quello svolto dal gruppo di lavoro della Sezione di Psicologia del Dipartimento di Scienze e tecnologie Biomediche della Facolta’ di Medicina dell’Università degli Studi di Milano, progetto denominato WAR (Weapons Risk Assessment).
Il gruppo di lavoro ha documentato attraverso una ricerca specifica sui suicidi tra le Guardie Giurate 4, 50 suicidi con armi da fuoco (di cui 45 con armi corte) in 10 anni, con una Incidenza media annuale di 11,7 su 100.000 g.p.g..
Dal Confronto con la popolazione generale, i dati riferiti alle guardie particolari giurate risultano più elevati dell’incidenza annuale dei suicidi nella popolazione generale commessi sia con armi da fuoco (0,7 per 100.000 persone) sia con ogni mezzo (5,5 per 100.000 persone) sia rispetto alla popolazione generale adattata per età con armi (0,5 per 100.000 persone).
Un modo concreto per approcciarsi allo studio del fenomeno non deve essere esclusivamente quello della comparazione tra l’indice di mortalità degli operatori di polizia rispetto alla popolazione in generale.
Chiunque per lavoro porta ogni giorno un’arma al fianco ne conosce l’alto valore simbolico, oltre a
rappresentare un immediato strumento di morte facilmente utilizzabile.
Altro dato, che già di per se presenta notevoli problemi di reperibilità statistica, è quello relativo ai tentati suicidi, con le armi da fuoco, spiegano proprio l’alto grado di letalità del mezzo utilizzato.
Se in alcuni casi possiamo attenderci una, se pur remota, realistica possibilità di sopravvivenza, come ad esempio nella precipitazione, nell’impiccagione o nell’avvelenamento, nel caso dei suicidi con l’uso dell’arma da fuoco, il gesto, anche se accompagnato ad un basso intento, non lascia quasi mai scampo ed il tentativo di suicidio nei poliziotti si riduce quasi a zero.
Altre riflessioni che giungono dall’analisi dei dati relativi ai suicidi dei poliziotti e che meriterebbero di essere analizzati e comparati a quelli della popolazione in generale, sono quelli relativi all’età ed al genere.
E’ conosciuto che la fascia di età esposta maggiormente al rischio suicidio della popolazione in generale è quella oltre i 65 anni, con il 34% dei suicidi in totale, con una ratio maschi ‐ femmine di 4 ad 1.
Questo dato andrebbe confrontato con quello dei poliziotti suicidi, infatti.
Molto spesso fanno questa triste scelta operatori ancora giovani, uomini e donne in una fascia d’età che va dai 25 ai 45 anni, quindi in controtendenza con i dati relativi alla popolazione in generale.
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Altro suicidio di un poliziotto
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Si è suicidato Bruno Fortunato, l'agente di polizia ferito nel conflitto a fuoco con le BR sul treno Roma-Arezzo
Ieri sera intorno alla mezzanotte si è suicidato ad Anzio sparandosi un colpo alla testa, il poliziotto della Polfer in pensione Bruno Fortunato di 52 anni.
Bruno Fortunato restò gravemente ferito il 2 marzo 2003 nella sparatoria sul treno Roma-Arezzo, nella quale fu ucciso dalle BR il collega sovrintendente di polizia Emanuele Petri.
Nella sparatoria Fortunato aveva ucciso il brigatista Mario Galesi e consentì la cattura di Nadia Desdemona Lioce.
Sembra infatti che Fortunato, originario di Portici, nel napoletano, non abbia lasciato biglietti per spiegare il suicidio, anche se durante una testimonianza al processo contro le BR aveva detto: ''Il mio rammarico più grande? Non avere sparato, non avere ucciso Nadia Desdemona Lioce che mi puntava contro la pistola e non e' riuscita ad ammazzarmi solo perché aveva la sicura''.
Successivamente nel maggio del 2006 riferì: ''Qualche sera fa ho ascoltato un' intervista ai parenti di Aldo Moro, i quali hanno detto che nessuno si e' più ricordato di loro, e neppure gli amici si sono fatti più vivi. Accade anche a me, nonostante io abbia incontrato le Brigate rosse molto più recentemente''.
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